Salute mentale e vita lavorativa: la sindrome da Burnout

Aggiornamento: 24 nov



Nel mese di ottobre, precisamente il 10 ottobre, si celebra il World Health Mental Day - Giornata mondiale della salute mentale – in tutto il mondo. L’obiettivo è quello di sensibilizzare riguardo ai problemi di salute mentale e favorire il sostegno della salute mentale.

La Giornata, celebrata per la prima volta il 10 ottobre 1992, è promossa dalla World Federation of Mental Health – Federazione Mondiale della Salute Mentale - e supportata dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) per promuovere la consapevolezza e ridurre lo stigma sociale.

Il tema della Giornata 2022 è “Make mental health & well-being for all a global priority”“Rendi la salute mentale e il benessere per tutti una priorità globale”, #WorldMentalHealthDay.

Come riportato dal sito dedicato alla Giornata “...stigma e discriminazione continuano a essere una barriera all'inclusione sociale e all'accesso alle cure adeguate; possiamo tutti fare la nostra parte nell'aumentare la consapevolezza su quali interventi preventivi sulla salute mentale siano efficaci e la Giornata Mondiale della Salute Mentale è un'opportunità per farlo collettivamente. Immaginiamo un mondo in cui la salute mentale sia valorizzata, promossa e protetta; dove tutti hanno pari opportunità di godere della salute mentale e di esercitare i propri diritti umani; e dove tutti possono accedere alle cure di salute mentale di cui hanno bisogno”.

Ma cosa si intende per salute mentale? L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute mentale come: "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia o di infermità". Capiamo quindi quanto la salute mentale sia parte integrante che compone la qualità della nostra vita.


Un’altra parte fondamentale della nostra vita è rappresentata dal lavoro, che tutti noi svolgiamo in diversi ambiti e sotto varie forme.


Orientagiovani, nello specifico lo sportello lavoro, nel mese di ottobre organizza proprio un evento sulle possibilità lavorative, in particolare legate al territorio cremasco, con l’obiettivo di favorire lo scambio di conoscenze ed esperienze tra le persone e il mondo del lavoro.


Esiste, tuttavia, un fenomeno molto interessante che lega il benessere psicologico con il mondo del lavoro: la sindrome da Burnout.

Burnout è una parola di origine anglosassone che letteralmente significa esaurimento, crollo o surriscaldamento, questo dà chiaramente l’idea di ciò di cui si sta parlando, ovvero, una condizione di stress. Lo stress presente in un contesto lavorativo e/o derivante da esso, che determina un logorio psicofisico ed emotivo, con vissuti di demotivazione, di delusione e disinteresse, con concrete conseguenze nella realtà lavorativa, personale e sociale dell’individuo, nonché, quindi, sulla qualità della vita. Il termine Burnout viene usato per la prima volta in ambito sportivo nel 1930; attribuito agli atleti che, dopo aver ottenuto importanti risultati e successi, non erano più in grado di dare nulla dal punto di vista agonistico non riuscendo a migliorare o mantenere i traguardi raggiunti. Lo stesso termine è stato poi ripreso nel 1970 da una psichiatra statunitense, la Dr.ssa Cristina Maslach, per indicare un insieme di disturbi comportamentali che colpivano i professionisti coinvolti in relazioni interpersonali con grande impatto emotivo. Ad oggi, invece, viene riconosciuta come associata a qualsiasi contesto lavorativo con alte condizioni stressanti e pressanti.


La sindrome da Burnout si manifesta attraverso tre dimensioni:

  • Esaurimento emozionale. E’ la prima reazione che si manifesta in seguito a stress prodotto da sovraccarico di lavoro o da cambiamenti importanti. In questo stadio la persona è esausta sia a livello emozionale sia fisico. Non ha più stimoli per affrontare nuovi progetti, prosciugata e incapace di recuperare energia

  • Depersonalizzazione. In questa fase si ha un distacco nei confronti del lavoro e delle persone che incontra sul lavoro, viene ridotto al minimo il coinvolgimento emotivo fino ad un abbandono dei propri valori. Ci si sente protetti da un atteggiamento di indifferenza e distacco verso l’attività lavorativa

  • Riduzione delle capacità personali. L’operatore percepisce di non essere più in grado di aiutare nessuno, di essere inutile, di non essere più in grado di gestire le necessità dell’utenza. Questo porta alla compromissione dell’efficacia lavorativa e ad un peggioramento delle prestazioni professionali a carico degli utenti

I sintomi che si presentano con questa condizione possono essere:

  • Livello Cognitivo/Emotivo: distacco emotivo, trascuratezza degli affetti e delle relazioni sociali, importanza eccessiva data al lavoro, demotivazione a lavoro, difficoltà di concentrazione, irritabilità e senso di colpa.

  • Livello Comportamentale: aggressività, abuso di alcool e sostanze, mancanza di iniziativa, assenteismo.

  • Livello Fisico: emicrania, sintomi respiratori, insonnia, inappetenza, disturbi intestinali, senso di debolezza.

Le cause che possono portare al Burnout possono essere differenti. Presenti sia a livello individuale, come un eccessivo bisogno di affermazione lavorativa a discapito della propria vita privata e personale, che a livello organizzativo, quali ad esempio eccessive richieste a livello lavorativo o lavoro monotono e scarsamente ricompensato nonché conflitti con colleghi e/o superiori.


Molto importanti possono essere anche i danni collaterali di questa sindrome, infatti chi è a contatto con un operatore o lavoratore eccessivamente stressato può subirne le conseguenze. I risvolti possono essere, quindi, molto seri. Per questo motivo è importante essere consapevoli dell’esistenza di questo fenomeno, così da poterlo riconoscere e chiedere aiuto.




Per eventuali approfondimenti:


Il sito del Ministero della Salute sulla Salute Mentale


Il Report 2022 dell'OMS sulla salute mentale

World Mental Health Report (who.int)


Il Rapporto sulla Salute mentale, i dati Italiani

C_17_pubblicazioni_3212_allegato.pdf (salute.gov.it)C_17_pubblicazioni_3212_allegato.pdf (salute.gov.it)


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